CINEMA E TV

The Shield

Ambiguità ed (impossibile) equilibrio del potere

01/02/2013

Con The Shield – serial creato da Shawn Ryan nel 2002 e conclusosi dopo 7 intensissime stagioni nel 2008 – siamo al capolavoro poliziesco del primo decennio del XXI secolo, il serial che è ripartito dalla base di NYPD (iniziato nel lontano 1993) e ha incredibilmente alzato il tiro. Infatti, se NYPD era un serial poliziesco duro e disperato, dalle trame spesso oscure e intricate, e dai personaggi irrisolti e contrastati (tutto il contrario dei placidi e monolitici detective di tanti telefilm precedenti!) The Shield riesce ad essere molto di più: un viaggio tragico nella violenza e nella corruzione, nell’impossibilità della giustizia, nei mille terribili compromessi del potere e della legge. In The Shield nessuno è innocente, tantomeno i protagonisti, ovvero i poliziotti della Squadra d’Assalto del distretto metropolitano di Farmington L.A., capitanati dal detective Vic Mackey (uno straordinario Michael Chicklis, che forse alcuni di voi ricorderanno di più nei “panni” de “La Cosa”, nei Fantastici Quattro).

Ispirato ai fatti reali del distretto losangelino di Rampart, The Shield è un poliziesco di impressionante intensità, e di assoluta “neritudine”. Il suo scopo, infatti, più che quello di dipanare trame gialle con relative soluzioni dei casi, è quello di svelare l’ambiguità della Legge e della Giustizia, e con essa la relatività dei concetti di Bene e Male. Farmington, l’infernale e immaginario (ma non troppo) quartiere losangelino in cui è ambientato il serial, è un calderone ribollente di violenza e compromessi politici, di intrighi e imbrogli, di fatalità e piani criminosi, di malintesi atti di eroismo e tensioni covanti sotto la cenere calda delle gang di strada e dei trafficanti di droga.

Girato con uno stile impareggiabile, fatto di inquadrature sbollate e camera a mano, The Shield ha semplicemente riscritto le regole del poliziesco, abbattendo per davvero ogni barriera tra “buoni” e “cattivi”, andando a svelare come il male possa annidarsi tranquillamente anche ai massimi livelli dei distretti di Polizia, e rivelando la spaventosa ambiguità del potere. Non è un serial per tutti, ci saranno sicuramente anche stomaci deboli che non reggeranno sette stagioni di tale crudezza e intensità. Ma quella di The Shield è una visione che consigliamo e straconsigliamo a tutti coloro che amano ed hanno sempre amato il genere poliziesco ed il noir: non troveranno nessuna fusione di questi due generi migliore di quella cucinata da Shawn Ryan. The Shield è una tragedia contemporanea in sette atti, un viaggio nel cuore della notte – più che al termine – che non redime nessuno e non offre consolazioni, ma rappresenta un grande spettacolo e una delle migliori riuscite televisive degli ultimi anni, nel panorama mondiale.

Il serial è concluso, per cui è possibile vederlo dalla prima all’ultima puntata (sono 88 in tutto) padroneggiando così l’intero arco narrativo della storia. Menzioni di merito particolari a Michael Chicklis, che scolpisce con Vic Mackey un personaggio epico, a Jay Karnes (interprete del brillante ma spesso sfortunato detective “Dutch” Wagonbach) e al team di sceneggiatori e registi, che riescono nell’incredibile impresa di non far mai calare il tono generale dell’opera (durissima nei contenuti e nello stile) per tutte e sette le stagioni, sino ad un finale tesissimo e serrato, che non delude.    

 
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